lunedì 30 aprile 2018

LA PIÙ BELLA DEL REAME di Paolo Secondini

Pianeta Hor - Galassia di Gedeon.
«Mio fedele Bulok,» esordì la regina Heribel, «dimmi di questa ragazza giunta da poco sul nostro pianeta: questa Tel di cui si parla con grande ammirazione.»
Il cervello del veggente fluttuò nel liquido denso di nutrimento emettendo strani rumori: gum, flop, lap, slem, lip.
«Volete davvero saperlo, mia sovrana?» disse alla fine.
«Mi pare di avertelo chiesto, stupido ammasso cerebrale! Sei sordo, per caso?»
L’offesa produsse in Bulok una fluttuazione risentita.
Burp, stup, ulp, slam!
«Non occorre che voi mi insultiate, dolce regina. L’ho domandato prevedendo la vostra reazione.»
Heribel restò un istante in silenzio poi, con tono stupito della voce:
«La mia reazione?»
«Già, sicuro! Come sempre cattiva e intransigente.»
 «Intransigente?»
«Verso di me, è ovvio!»
«Come puoi affermarlo, ingrato?»
«Come posso?!... Guardate in che stato mi ha ridotto la vostra terribile ira! E pensare che ero un bell’uomo, alto e robusto… Ogni volta che una risposta vi è stata sgradita, avete ordinato che si tagliasse, per punizione, una parte del mio corpo: mani, braccia, piedi, gambe e così via, fino a quando sono diventato quel poco che è contenuto in questo recipiente di cristallo: bocca e cervello.» Per un momento fluttuò nel liquido giallo; quindi, dopo un forte gorgogliamento: «È colpa mia, forse, se le ragazze di cui mi chiedete notizie sono più belle di voi, o graziosa Heribel?»
La regina strinse le mascelle e sbuffò dalle narici.
Bulok aggiunse, imperterrito:
«Volete sapere di Tel, la giovane giunta da poco sul nostro pianeta? Ebbene ve lo dirò, certamente… anche a costo di perdere ciò che è rimasto di me. Ve lo dirò, o mia impareggiabile sovrana.»
«E dunque? Che cosa aspetti, meschino residuo di uomo?» 
Di colpo il cervello smise di fluttuare e ordinò alla bocca – a esso collegata – di parlare con molta schiettezza, come sempre del resto aveva fatto (il che la regina, il più delle volte, non aveva apprezzato).
«È molto carina Tel,» ammise alla fine. «Anzi è decisamente attraente, straordinaria! Sì! Bella, bella, bella! Senz’altro più bella di voi, se è questo quel che vi preme sapere.»
Seguì un istante di assoluto silenzio. Quindi:
«Proprio… proprio tanto bella?» domandò, timidamente, Heribel.
«Sì! Tanto bella da perderci la testa.»
A quelle parole la sovrana non riuscì a trattenere una sonora risata.
«Oh, cosa dici!» fece alla fine. «Bella da perderci la testa!»
«Davvero! Proprio così!... Bella da perderci la testa!»
Dopo un sorriso – questa volta – beffardo:
«Mio fedele Bulok,» disse Heribel, «devo ammetterlo: non ho mai conosciuto un veggente più veggente di te. Sì, sei tanto in gamba da avere previsto, con esattezza, la tua misera fine.»
E con un calcio rovesciò il recipiente di cristallo contenente il cervello che, cadendo sul nudo pavimento, si spappolò.
Cinicamente, la sovrana concluse:
«Anche tu, Bulok, da quel che vedo, hai perso la testa per quella smorfiosa di Tel.»

 

1 commento:

  1. Un bel racconto di fantascienza con cervello intelligente contro regina irritabile e bruttissima....
    Simpatico e bravo Paolo!

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