giovedì 13 novembre 2014

IMPOTENZA di Eduardo Poggi




«Stai tremando?» ella cercò la sua mano per accarezzarla.
Nello spazio di tempo tra la domanda di sua moglie e la risposta, nella mente di lui si susseguirono alcune scene. Ne fu, insieme, attore e spettatore: si vedeva tremare dal freddo sulla slitta – mentre i suoi fratelli godevano nel costruire un pupazzo di neve – e non poteva cantare al sole con l'ottimismo e la gioia di una cicala. Non vedeva un sorriso riconoscente nei suoi genitori, né un dolce bacio sulle labbra di sua moglie, né un abbraccio alla partenza dei suoi figli, né una carezza sulla testa dei suoi nipoti.
«Sì,» rispose, «sto tremando.»
E immediatamente la mano pietosa di sua moglie gli toccò la pelle aderente alle ossa.
Sperò che quella carezza potesse risolvere ogni cosa.
Sera. Troppo tardi.
Lui si coprì il viso, rannicchiandosi sotto le fresche lenzuola.

(Traduzione dallo spagnolo di Paolo Secondini)

6 commenti:

  1. Suggestivo racconto, quello di Eduardo, che salutiamo cordialmente.

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    1. Gracias, Paolo, por tu hospitalidad. Un abrazo.

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  2. Questo è quello che io chiamo un racconto "aiku", dove in un breve spazio vengono gettati i semi per un'infinità di interpretazioni. Un po' difficile da leggere.

    Danilo Concas

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    1. Gracias por tu opinión, Danilo. Saludos.

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  3. Lo trovo enigmatico e nello stesso tempo accattivante. Mi ha colpito il comportamento di abbandono del protagonista, non solo alla sollecitazione di lei, ma anche ai suoi stessi ricordi. Mette addosso un senso di malinconia e una sottile angoscia. La prosa poetica, orientata a una sorta di ermetiso prosastico, lo rende affascinate.

    Giuseppe Novellino

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    1. Gracias, Giuseppe, por la lectura y los comentarios. Saludos.

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